giovedì, 24 aprile 2008

 

QUELLO CHE HA PRESO LA SIGNORINA !!!

 

eyes73 alle ore 13:13
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lunedì, 21 aprile 2008
Prendere o lasciare?

Eccomi di nuovo qua!

Non ho dato le dimissioni. E sono ancora in bilico. Mi sento una vigliacca e forse lo sono. Ormai vado avanti così da quasi un anno, non so se lasciare questo posto di merda e andare a Luino, oppure restare qui fino a quando mi rinnoveranno ancora il contratto, di mese in mese. Sono avvilita. So che è una decisione che devo prendere io e che non può prendere nessun'altro al mio posto. Ma i dubbi aumentano e io ho il cervello che mi scoppia. In questi giorni non faccio che piangere e disperarmi. Ne ho parlato anche con mio padre e anche questo sta diventando un problema. Lui dice, che vista la situazione attuale in Italia, devo "tenermi con stretto con le ungjie e con i denti" questo misero lavoro che ho. Fino a quando mi rinnoveranno il contratto devo accettare e stringere i pugni e andare avanti. Dall'altro parte c'è Edo che mi chiede di andare a vivere con lui, di trasferirmi lì che prima o poi qualcosa troveremo. E io sono in mezzo che non riesco a decidere cosa voglio fare della mia vita. I dubbi mi assalgono. Ripenso a tutte le mie precedenti eseprienze, a tutti i miei cambiamenti, a questi due anni passati qui a Roma. Alle ristrettezze economiche che mi stanno distruggendo l'esistenza. Arrivo a fatica a fine mese, non faccio nessun tipo di vita sociale, non compro mai un jeans, una maglietta, non vado dal parrucchiere. Riesco a pagare a malapena la piscina (unico sfogo che ho). E mi domanda a che serve continuare così. So di non essere l'unica che vive la sua vita nelle ristrettezze e  nei sacrifici. So che c'è tanta gente come me che fatica ad andare avanti, leggo i giornali e penso che siamo arrivati a un punto di non ritorno. Ormai sono mesi che vado avanti così, mando curriculum che nessuno legge, non mi risponde nessuno. Quattordici anni di lavoro, diverse esperienze lavorative, diverse città, ma sembra che a nessuno interessi. Forse è in questo che ho sbagliato, tutti quest cambiamenti a chi legge il mio curriculum devono sembrare sinonimo di instabilità, di insicurezza. Nessuno guarda l'esperienza, sembra che le agenzie di lavoro guardino solo l'ultima esperienza lavorativa e nulla più. Sembra che la mia disponibilità a cambiare vita e luogo di lavoro non importi a nessuno.

Non so davvero più cosa fare. Da una parte penso che restare qui non mi aiuti a niente. Dopo quasi tre anni in una società mi ritrovo a 35 anni senza una certezza e senza una prospettiva. Non posso comprare casa, non posso chiedere un prestito, non posso fare NULLA. I datori di lavoro cercano di assumere tutti persone più giovani, la donna è un problema, prima o poi si sposerà, prima o poi farà un figlio e si metterà in maternità. Non ho possibilità di svolta e qui dentro la situazione non è certamenente rosea. Mi domando se trasferirmi a Luino possa darmi qualche possibilità in più. In fondo è un paesino di poche anime sulle sponde del Lago Maggiore. Lì dovrei iniziare come cameriera, come barista e cercare altro nel frattempo. Ma le domande si assumulano: E se non trovassi altro? E se la mia storia dovesse finire? Che farei io in un paesino al confine con la Svizzera da sola? Tornare a casa?

So che con i Se e con i Ma non si è mai costruito nulla, ma non ho certezze da nessuna parte io guardi. Ho fatto tante scelte che mi hanno portato su strade diverse, non voglio dire che fossero scelte sbagliate, ma è vero che alla fine non si sono sviluppate come io avrei voluto. Certo, mi sono sempre rialzata, sono sempre andata avanti. Ma non sono sicura di farcela un'altra volta se tutto dovesse andare storto. Vorrei essere più sicura di me stessa, più sicura delle mie scelte. Vorrei capire cosa voglio veramente dalla vita, me lo domando ogni notte, e la cosa che mi fa più male è che non riesco a trovare una risposta.

Venerdì parto e resto da Edo per una decina di giorni. Prima di allora dovrei decidere se restare qui con un contratto per un altro mese (cambiando per l'ennesima volta settore) o decidere di rimanere lì e tentare una nuova strada.

Meglio un uovo oggi o una gallina domani?

 

eyes73 alle ore 13:26
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lunedì, 10 marzo 2008

Ho deciso di dare le mie dimissioni.

Non ce la faccio davvero più e poi fra poco licenzieranno tutti perchè non abbiamo più nemmeno uno straccio di commessa.

Non so ancora cosa farò. Forse continuerò a stare a Roma, o forse, se non dovessi trovare niente cercherò un lavoro altrove.

Stare qui è solo tempo sprecato.

Chissà magari un salto al buio servirà a qualcosa!!!

 

eyes73 alle ore 11:48
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lunedì, 21 gennaio 2008

Sto male e so per certo che è colpa mia.

Non riesco a prendere una decisione.

Scegliere di cambiare o scegliere di restare.

Vivo nel limbo e forse non voglio uscirne.

Una qualsiasi delle scelte comporterebbe troppo dolore, in un senso o nell’altro.

Sabato pomeriggio ho pianto per qualcosa che mi ha fatto notare. Ed è una cosa vera. E’ un mio problema e non riesco nemmeno ad ammetterlo.

Mi sono chiusa nel mio guscio e non riesco a uscire. Non riesco a fare amicizia con nessuno. Non riesco a comunicare con gli altri. So che il problema reale non è questo. Il problema è che non mi accetto. Non mi piaccio. Non credo di essere una personale piacevole e di conseguenza penso che la mia compagnia non piaccia. Mi dicono che sono io, che non mi apro, che non coltivo le amicizie, che non chiamo mai nessuno.

E’ vero. E’ tutto dannatamente vero e mi fa paura.

Ho una visione distorta della realtà. E sabato ne ho avuto la conferma. Alcuni amici di E. che conosco da un po’ di tempo, mi hanno chiesto di andare a vivere con loro, visto che io vivo da sola in un piccolo monolocale fuori Roma, mentre loro hanno una casa con 4 stanze e una è libera.

Mi sono ritrovata spiazzata perché non pensavo assolutamente che loro potessero pensare di volermi a casa con loro. Ne sono rimasta contenta ma anche molto spaventata.

La mia vita in questo momento è tutta un casino.

Il lavoro non va bene. La mia vita sentimentale va bene, ma viviamo lontani. I rapporti con mio padre hanno preso una brutta piega. Affogo i miei problemi nell’alcool e in piscina.

Forse stare insieme a loro mi farebbe bene e riuscirei a mettere via qualche soldo in più.

Ma questa fa parte delle conseguenze di una decisione di voler restare a Roma. E il lavoro così precario in questo momento non me lo permette.

Ho passato la notte a pensare a questa decisione. Io che ho sempre fatto di tutto per avere una casa da sola, per restare sola con il mio dolore.

Il problema è che non riesco a fare il primo passo. Anche chiamare al telefono questa ragazza mi riesce difficile. Mi sento inadeguata sempre e comunque. Ho un rapporto di amore-odio con me stessa. Da una parte vorrei avere tanti amici, dall’altra la paura di essere giudicata mi blocca (lo so che non stanno a giudicare me…).

Così facendo sto perdendo la stima e il rispetto di me stesso. Non mi amo. Sto rovinando il rapporto con E. perché lui è preoccupato per me, sente che mi sto chiudendo a riccio e non sa come aiutarmi.

Io non so come aiutare me stessa.

Vorrei trasferirmi da lui, ricominciare una nuova vita. Cercare di lasciarmi tutto questo alle spalle.

Ma so che fare l’ennesima scelta per amore non sarebbe una scelta saggia. L’ho già fatto altre volte ed è stato un disastro.

Continuare così mi fa stare bene 4 giorni al mese e per il resto è un trauma.

Non riesco a trovare uno straccio di lavoro da nessuna parte. Mi sembra di aver buttato 14 anni della mia vita. E la situazione in Italia mi deprime.

Mi auguro di essere così a terra solo perché oggi è lunedì!!!

 

eyes73 alle ore 11:08
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giovedì, 17 gennaio 2008

"Solo la paura di fallire impedisce a un sogno di volare..."

eyes73 alle ore 12:50
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venerdì, 11 gennaio 2008

Intanto BUON ANNO A TUTTI!

Il mio è iniziato splendidamente accanto alla persona che amo e con cui vorrei passare più tempo possibile. Sono stati dieci giorni meravgliosi, fatti di tenerezza, coccole, dolcezze, sguardi intensi e tanto calore. Sono stata bene. E mi rendo conto che ogni volta che sono con lui tutto il resto magicamente scompare. Parlo ovviamente da persona innamorata. (Non è da me essere così dolce).

Pensavo di non partire più. Fino al 3 non avevo ancora fatto il biglietto per tornare. Sembrava tutto così irreale, troppo bello per essere vero. Ma ho dovuto fare i conti con la realtà. E la realtà mi ha riportato bruscamente ai miei miseri impegni. Avevo deciso che non avrei accettato il mese che mi avevano proposto qui in azienda perchè mi sembrava una carità e invece... eccomi ancora qua!

Il solo pensiero mi tormenta l'anima e il corpo. Non riesco a lavorare con serenità e nemmeno ho voglia di lavorare. Mio padre dice che devo fare buon viso a cattivo gioco, che al momento, visto che non ho alternative, devo tenere duro. Ma io non ci riesco, è inutile. Lotto con me stessa ogni giorni, al mattino, quando suona la sveglia, e quando arrivo in ufficio non vedo già l'ora di andare via.

Oggi faranno una riunione per il bilancio 2007 e previsioni 2008. Ovviamente noi interinali non siamo stati invitati. Già a che serviamo noi se non a far guadagnare loro? Il primo l'hanno fatto fuori a gennaio (un ragazzo che ha avuto gravi problemi di salute, ma a loro, ovviamente è fregato un cazzo!), la seconda sulla lista sono io. Infatti, mi domando che senso ha fare un contratto dal 7 gennaio al 7 febbraio, se non quello di farti capire che di lavoro non ce n'è?

Prima di andare in vacanza, il mio responsabile era venuto da me quasi in lacrime dispiancendosi che non mi avrebbero potuto fare un contratto a tempo indeterminato (dopo 2 anni e mezzo di proroghe) e che non era riuscito nemmeno a farmi fare un'altra proroga, ma alle mie lamentele, mi aveva risposto che contratti non ce ne sarebbero stati per nessuno nel 2008 perchè l'azienda non ha commesse da sviluppare.

Ieri ho saputo che due ingegneri verranno assunti a tempo indeterminato (molto probabilmente a iniziare da febbraio). E di cui una delle due è la ragazza di cui accennavo nel post precedente, che è arrivata all'incirca l'anno scorso, quando io e gli altri interinali siamo qui da oltre due anni.

L'amarezza è tanta, mista a rabbia, incazzamento e frustrazione.

Sono tra l'incudine e il martello, perchè mentre da un lato la voglia di mandarli affanculo è davvero da urlo, e la voglia di andare dal mio aumenta ogni giorno che passa, di contro penso che è da più di sei mesi che mando curriculum a tutto il mondo, ma nessuno sembra accorgersi o avere bisogno di me.

Allora mi dico: Vabbè a questo punto almeno goditi la vita amorosa, visto che quella sembra andare bene e visto che lui mi chiede di andare di lì. Ma la paura è dietro l'angolo, nascosta, in ombra, sembra non esserci, ma invece è lì puntigliosa, che viene fuori nei momenti in cui devo prendere l'ennesima decisione della mia vita. Sono all'ennesimo bivio.

Riuscirò a cambiare ancora una volta la mia vita in nome dell'Amore?
E se decidessi di farlo sarebbe la scelta giusta?

eyes73 alle ore 12:59
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giovedì, 10 gennaio 2008

1.al mondo ci sono almeno due persone che morirebbero per te

2.almeno 15 persone ti vogliono bene in una qualche maniera

3.l'unica ragione per cui qualcuno potrebbe odiarti è proprio perchè

vorrebbe essere come te

4.il tuo sorriso può portare gioia a chiunque, anche a qualcuno
a cui non
sei caro

5.ogni notte qualcuno pensa a te prima di addormentarsi

6.per qualcuno tu significhi tutto

7.tu sei speciale e unico

8.qualcuno di cui neanche conosci l'esistenza ti ama e ti ammira

9.anche quando fai l'errore più madornale ne deriva qualcosa di bello

10.quando pensi che ormai tutto il mondo ti abbia voltato le spalle, guarda di nuovo

11.ricordati sempre i complimenti che ti sono stati fatti, dimentica le

offese

 

 ... e ricordati sempre: quando la vita ti offre limoni, recupera sale e tequila e fammi un fischio!!

i buoni amici sono come stelle, non li vedi sempre ma sai che sono sempre al tuo fianco.

'preferisco ricevere una rosa e un sorriso da un amico finchè sono vivo

piuttosto che un camion di rose quando morirò!'.

 

 

eyes73 alle ore 16:27
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martedì, 18 dicembre 2007
ULTIMI GIORNI...
eyes73 alle ore 12:27
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giovedì, 06 dicembre 2007

Qualcuno stamattina mi ha detto che non devo incazzarmi, e che fino a quando mi pagano è meglio abbassare la testa e tenersi stretto il lavoro, visto il periodo di merda che stiamo passando in Italia.

Ieri sera sono tornata a casa con il fegato in condizioni pietose. Io ero in condizioni pietose. Il tutto perchè passo la giornata a farmi il sangue acido in questo ufficio. Adesso io non voglio stare qui a scrivere sempre le stesse cose. Pero' mi dà un fastidio che non si può capire, vedere che io sono in quest'ufficio ormai da due anni e mezzo. Quando sono arrivata avevo una voglia di imparare che non finva mai. Mi sono applicata, non sapendo nemmeno da dove iniziare, sono andata avanti, cercando di capire, di imparare e di apprendere più cose possibili. Alla fine sono riuscita a portare avanti due progetti importanti.

Ed ecco che qui ti aspetti la gratificazione, se non economica, almeno "orale" oppure che ti facciano il fatidico contratto. E invece cosa arriva??? Meglio dire chi!!! Nel giro di un mese assumono una ragazza, un ingegnere... non si sa amica di chi, visto che considerato che non eravamo già in buone acque.

Ma vabbè si accetta anche questo. Passano i mesi e io dopo due anni vengo cacciata. Poi mi riprendono per altri due mesi. Lei è ancora qui.

Io adesso faccio le fotocopie, le stampe, taglio e piego disegni tutto il giorno, per tutti i giorni fino al 21 dicembre. Lei è ancora qui. Adesso è dentro al progetto più importante che abbiamo e anche l'unico.

Io non ce l'ho con lei. Ma tutto questo non lo sopporto.

eyes73 alle ore 12:26
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lunedì, 03 dicembre 2007

E’ stato un fine settimana bellissimo.

Non ho fatto niente di eccezionale a parte una cena a casa di amici sabato sera.

Ma la cosa che mi ha fatto stare bene è che non ero sola. Lui era con me.

Non siamo usciti, non abbiamo fatto niente di particolare. Siamo stati a casa a farci le coccole, a mangiare il tiramisù, vedere un film e fare l’amore.

Vorrei fosse sempre così. Ma so che non posso chiederlo.

La vita non è un week-end.

 

Oggi sono tornata nell’ombra.

Mancano 14 giorni alla fine del mio rapporto lavorativo.

Da una parte sono felice che stia finendo.

Non ne posso più di stare qua dentro.

L’ipocrisia dilaga in un maniera oscena.

Dall’altra parte sono preoccupata, perché non so cosa farò.

Diversi curriculum, nessuna risposta.

Aspetto.

 

Dopo Natale parto. Vado da lui. Starò lì almeno fino a Capodanno.

Non voglio pensare ad altro.

Non voglio pensieri.

Magari riesco a prendere una decisione.

Partire o non partire?

Rischiare o rimanere nel limbo?

Guardare al futuro o rimanere attaccata al passato?

 

Alcune volte mi domando perché ci siamo incontrati.

Ha un senso tutto questo?

Io non credo al destino.

Ho sempre agito d’istinto.

Perché adesso sono così titubante?

 

eyes73 alle ore 12:47
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